La gita a Chiasso

Trent'anni di sconfinamenti culturali tra Svizzera e Italia (1935-1965)

Lettera di Sem Benelli ad Arnoldo Mondadori (5 dicembre 1944)

In questa lettera Sem Benelli, rifugiato in Svizzera, parla ad Arnoldo Mondadori, anch’egli rifugiato, della necessità di una coscienza e di un’attività intellettuale e morale anche nell’esilio. Benelli sostiene di non essere scappato dall’Italia solo per sfuggire al regime fascista, ma anche e soprattutto per poter continuare la propria attività etico-intellettuale; a tal fine, auspica la pubblicazione di una propria opera autobiografico (senza titolo) su questi argomenti. Tale opera servirà anche a dimostrare al mondo – sostiene Benelli – che durante il fascismo alcuni scrittori italiani conservarono una propria etica intellettuale e non si piegarono al regime.

Benelli parla poi della propria residenza nella pensione “Solarium” di Gordola, considerata molto positiva. Chiede inoltre a Mondadori di portare i suoi saluti al Cap. Guido Bustelli, ticinese che aiutò diversi italiani a scappare in Svizzera ed era in contatto con la resistenza.


Tipo di documento: Lettera
Autore: Sem Benelli
Destinatario: Arnoldo Mondadori
Lingua di pubblicazione: Italiano
Luogo / paese di pubblicazione / produzione: Gordola, Canton Ticino
Data (pubblicazione/emissione): Inedito
Datazione: 5 dicembre 1944

Pagine: 2
Persone menzionate: Cap. Guido Bustelli
Archivio: Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori - Archivio storico
Tipo di supporto: Cartaceo
Fascicolo: Sez. Arnoldo Mondadori, fasc. Benelli Sem
Descrizione fisica: C. 1 scritta a penna nera su recto e verso; mm 290 x 210;

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