La gita a Chiasso

Trent'anni di sconfinamenti culturali tra Svizzera e Italia (1935-1965)

Lettera di Elsa N. Baragiola a Francesco Chiesa (8 marzo 1953)

La lettera è divisa in due parti:

a) Nella prima parte Baragiola prega Chiesa di leggere e commentare l’indice provvisorio dei testi selezionati per l’antologia che Vanni Scheiwiller vorrebbe dedicare al poeta svizzero-italiano (link a Alla gioia fuggitiva). Baragiola informa l’autore di aver ottenuto il permesso da Scheiwiller di inserire nella raccolta un numero maggiore di poesie rispetto alle trentadue su cui aveva fatto affidamento e di poter selezionare testi che superano la lunghezza in una pagina. Inoltre riferisce a Chiesa il desiderio dell’editore di accludere alcune poesie inedite alla raccolta. (link: lettera di VS a ENB del ??). Baragiola torna a ribadire di aver selezionato dei testi non contenuti nell’antologia L’artefice malcontento, pubblicata da Mondadori nel 1950. Ritiene che Risveglio di Preludio sia ancora fresco [sarà da controllare se questo testo è presente nell’antologia]. Inoltre parla della raccolta Calliope: “Di “Calliope” avrei voluto riportare almeno una cinquantina di sonetti, ma dovetti ahimè, limitarmi pressappoco a quelli prescelti molti anni fa per l’antologia di Orell Füssli [Grande nel buio un candelabro; Venne l’artista; Nevica; L’artista va]”.

b) Nella seconda parte della lettera Baragiola propone a Chiesa di scrivere un testo da inviare a Fritz Rieter editore della “Schweizer Monatshefte” incentrato su quindici temi:

  1. La tutela del paesaggio e delle opere d’arte nel Canton Ticino: salvataggi che consolano oppure vittorie e sconfitte.
  2. Invito alla Biblioteca Cantonale di Lugano oppure Invito alla Galleria Thyssen a Castagnola (ampliamento del suo discorso inaugurale!).
  3. I più bei villaggi del Ticino (penso a Castel S. Pietro, a Intragna, a Giornico).
  4. Piccole passeggiate luganesi.
  5. elogio del laghetto di Muzzano (e forse di altri laghetti: Asiglio, ecc.).
  6. Il viaggiatore a piedi oppure Camminare è necessario.
  7. La Brianza, bellissima e troppo ignota.
  8. Bellezza (non trascurabile) di Milano.
  9. Un memorabile incontro oppure Memorabili incontri piacevoli.
  10. Ricordando alcuni scrittori italiani consociuti personalmente (Fogazzaro, Panzini, Linati, Borghese, Pancrazi, ecc. ecc.) oppure Ricordando alcuni miei conterranei (Vela, Romeo Manzoni, Motta, Berta, ecc. ecc.).
  11. Rileggendo i Promessi Sposi.
  12. Musiche consolatrici.
  13. Le mie esperienze di ortolano oppure Ortolaneria in margine alla pedagogia e alla poesia.
  14. Singoli versi che mi antano nel cuore. Ritmi. (“Là, dove gabiello aperse l’ali”) (per i Suoi lettori p. e.: E nulla è invano, ben che lieve, nulla / va sperso. /Alta nel cielo mattutino, alta e forte una voce / d’uomo, con gli alberi nuovi a cantare è sosta. / grande nel buio un candelabro, solo, / s’aderge.)
  15. Pensieri e preoccupazioni dominanti nell’anno del reatro 150° (ampliamento dell’intervista al microfono!).

Baragiola termina la lettera sostenendo che pubblicare un articolo sulla “Schweizer Monatshefte” avrebbe il vantaggio di spingere i lettori della Svizzera tedesca a leggere Chiesa nella traduzione di Josy Priems.


Tipo di documento: manoscritto
Autore: Elsa Nerina Baragiola
Destinatario: Francesco Chiesa
Lingua di pubblicazione: italiano
Luogo / paese di pubblicazione / produzione: Zurigo (Samaritterstrasse 16)
Datazione: 8 marzo 1953

Persone menzionate: Vanni Scheiwiller, Fritz Rieter, Herman Hesse, Josy Priems
Archivio: Archivio Prezzolini Lugano
Tipo di supporto: cartaceo
Segnatura: Fondo De Haller-Chiesa
Fascicolo: Corrispondenza Elsa Nerina Baragiola - Francesco Chiesa
Descrizione fisica: lettera: 1 f., rv.
lista: 1 f.

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