Baragiola scrive la lettera in occasione dell’uscita del volume La zia Lucrezia ed altri racconti [Francesco Chiesa, La zia Lucrezia e altri racconti, Società Editrice Internazionale, Torino, 1956]. Dichiara di aver fatto un confronto tra questa raccolta e I racconti puerili del 1935: ha cercato il perché per ogni cambiamento che ha individuato, “rarissimo il caso di scoprire una frase, un pensiero di prima. Impossibile essere più “artefice malcontento” di così!”.
Secondo l’opinione della docente in pensione per le scuole sarebbe necessario avere a disposizione edizioni semplice, senza illustrazioni, di Tempo di Marzo di Chiesa: riferisce che una richiesta in quel senso le venne fatta dalla libreria Romanica.