Contini si complimenta con Zoppi per il primo volume dell’Antologia della letteratura italiana ad uso degli stranieri (Milano, Mondadori, 1939). Lo studioso italiano approva generalmente il volume, ma ha delle riserve sull’esclusione di Cardarelli e Montale e sul poco spazio dedicato ad Ungaretti. Trascrizione:
Friburgo, 27 giugno
Illustre e gentilissimo collega,
sono lieto e lusingato di ricevere da Lei il primo volume della Sua antologia, che ho scorso con vivo interesse. Col presentare agli stranieri un quadro quasi completo e con l’agevolare a loro la lettura, Ella si acquista senza dubbio un bel merito sui rispetti della letteratura contemporanea. Anche la presentazione del libro è eccellente, e le tavole danno una buona idea delle arti plastiche d’oggi. Buona fortuna nella continuazione.
Un’antologia è anche opera di coraggio, specialmente quando incida in materia viva. Non si aspetti di ricevere solo plausi. Se si dirà in ispecie, che ha voluto dare un’idea un po’ ‘ufficiale’ della nostra letteratura. Per mio conto, credo che molte inclusioni siano state dettate da ragioni editoriali, e molte esclusioni da ragioni contingenti, dal desiderio di non scendere sotto una certa data di nascita ecc. Ce ne sono però due che non so, Le confesso, spiegarmi: l’omissione totale di Vincenzo Cardarelli e di Eugenio Montale, due nomi da fare onor a qualsiasi letteratura, coniugata con la sospensione gettata su Giuseppe Ungaretti (limitato nella presentazione concreta all’Allegria), mi par tale da mutilare pressoché totalmente la nostra letteratura d’oggi della lirica meno contestabile.
Queste riserve, che mi sono permesso d’esporLe con tutta franchezza, non tolgono al libro d’essere un’importante affermazione, e in ispecie di contribuire alla conoscenza di scrittori cospicui o notevoli, dai miei cari amici Cecchi, Bacchelli, Palazzeschi, Pea, Savarese a Baldini, Comisso, Malaparte ecc. Con i migliori ringraziamenti e i saluti più cordiali, mi abbia suo
Gianfranco Contini