Arrigo Solmi chiede a Chiesa di interessarsi affinché nella commissione del Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana vi siano anche nomi italiani.
Trascrizione:
Caro Chiesa,
richiamo confidenzialmente la tua attenzione su cosa che interessa da vicino il prestigio della scienza italiana in rapporto alle iniziative culturali ticinesi.
L’Opera del vocabolario della Svizzera italiana, iniziata da Carlo Salvioni ed ora affidata a Silvio Sganzini sotto la responsabilità e la guida di quello tra i nostri glottologi che può ben considerarsi l’erede spirituale dell’indimenticabile mastì bellinzonese, cioè di Clemente Merlo, sta per essere posta sotto gli auspici di una commissione della quale il Dipartimento dell’Educazione lo ha officiato ad accettare di far parte. Ma tranne il suo, gli altri nomi designati – tutti nomi eccellenti, giova riconoscerlo: Jud, Jaberg, Aebischer, Schorda – sono di glottologi della Svizzera tedesca o romancia: la glottologia italiana è assente, né il Merlo potrà, per le sue occupazioni, esser presente con molta continuità.
Bisognerebbe che tu prendessi a cuore l’opportunità di aggiungere nomi italiani: ad esempio l’Ecc. Schiaffini dell’Università di Roma, Battisti e Migliorini dell’Università di Firenze. Potresti parlarne confidenzialmente con chi deve decidere: i nomi che ti ho fatto sono indicati appunto con la preoccupazione di suggerire persone la cui collaborazione sarebbe gradita e fruttuosa dati anche i loro rapporti amichevoli con personalità del mondo universitario svizzero: Ferretti che si associa a me nel manifestarti questo desiderio, non ha mancato di accertarsene.