L’articolo presenta la casa editrice All’Insegna del Pesce d’Oro e i due editori Giovanni e Vanni Scheiwiller: “Vor vielen Jahren gründete Giovanni Scheiwiller, der in Mailand heimisch gewordene und dort jahrzehntelang bei Hoepli tätige Deutschschweizer, einen eigenen Verlag, “All’Insegna del Pesce d’Oro” genannt. Dieser “Goldfisc-Verlag”, mit seinen meist klein- und kleinstformatigen, immer aufs sorgsamste gedruckten und ausgestatteten Bändchen, wurde zum Treffpunkt angesehner sowie zu Heim und Hort junger noch umbekannter Talente”. Tra i nomi di autori pubblicati da Scheiwiller Baragiola ricorda anche quelli dei ticinesi Francesco Chiesa, Giovanni Bianconi e Giorgio Orelli.
L’articolo si sofferma su diverse figure italiane e non, tra cui Ezra Pound: “im Vorliegenden Katalog figuriert er als Dichter und Denker, als Uebersetzer, Anthologist und Essayist”. Sebbene lo spazio a Pound sia piccolo nell’articolo, è interessante constatarne la presenza. Difatti nella lettera del 13 giugno/luglio 1954 (16) Vanni Scheiwiller chiede a ENB un favore: «E adesso le chiedo un <grande> favore per un caro amico mio e – da quasi 30 anni – di mio padre. Intendo lo sfortunato Ezra Pound, da <quasi> nove anni in «manicomio criminale» per la sua perfetta buona fede e commuovente coerenza. Le spedisco a parte i due volumetti a lui dedicati: >il primo< «Lavoro ed Usura» >per sfatare< (scritti economico-politici di un Poeta, mica di un «criminale»!) e «Tre cantos», con un appunto biografico ecc. veda se può farne su>lla< N.Z.Z. (di E. P. – non >importa interessano< dei miei libretti) e di fare un po’ di bene >per il< al povero amico altrove».
Vanni Scheiwiller desidera dunque dare visibilità anche nella Svizzera al caso di Ezra Pound: scrive perciò a ENB nella speranza di indurla a pubblicare un articolo sulla NZZ che possa essere letto dal pubblico della Svizzera tedesca, mentre scrive a Francesco Chiesa per ottenere un contatto nella Svizzera italiana. Non è rimasta traccia alcuna di un articolo su Ezra Pound scritto da ENB. La risposta inviata da ENB il 15 luglio 1954 (17) conferma che la donna non ha mai scritto nulla a riguardo: «Mi duole della disgrazia di E. P., anche perché amico di Suo padre. Ma io non saprei consolarlo a scriverne. Forse altri saprà – Vedremo!». ENB ha quindi rifiutato la proposta di VS: sarà da controllare se qualcun altro ha scritto un intervento a riguardo sulla NZZ (p. e. Marta Amrein). à Perché ENB non ha voluto scriverne? Per motivi ideologici? (Probabile) Per motivi legati al proprio gusto letterario? (Meno probabile).