L’articolo affronta il problema scottante (“brennendes Problem der Bundespolitik”) dell’irredentismo nella Svizzera italiana: Giacometti, professore di diritto pubblico e amministrativo all’Università di Zurigo, svolge inizialmente alcune considerazione di carattere storico sull’irredentismo svizzero-italiano (promosso in particolare dal periodico bellinzonese «l’Adula» e dai giovani ticinesi uniti nella Federazione Gogliardica Ticinese), basndosi sul volume pubblicato da Brosi Der Irredentismus und die Schweiz (Basilea, Brodbeck-Frehner, 1935).
Giacometti riconosce la natura dell’irredentismo della Svizzera italiana nelle ragioni di tipo culturale: “Es handelt sich hier natürlich nicht um das Postulat einer Erlösung der italienischen Schweiz im ursprünglichen Sinne des Irredentismus, wie dies zum Beispiel beim Trentino der Fall war. Denn der Tessin ist ein Freistaat im Verbande der Eidgenossenschaft. Der neue italienische Irredentismus beruht vorab auf kulturellen, strategischen Gründen. Der Tessin wird erstrebt, weil seine zunehmende Germanisierung eine Gefahr für Italien darstelle”.
Giacometti elenca poi una serie di precauzioni che il Ticino potrebbe adottare per prevenire il dilagare del sentimento irredentista:
- La stampa svizzera non dovrebbe assecondare le provocazioni provenienti dalla stampa italiana.
- In futuro esempi quali il periodico Adula non dovrebbero più poter circolare liberamente nella stampa svizzera, dovrebbero bensì essere bloccati prima.
- Per il futuro è necessario garantire l’italianità e linguistica e culturale della Svizzera italiana, in modo da non dare più adito a incitamenti irredentisti provenienti dall’esterno.
- Giacometti definisce le ragioni per cui si può parlare di una “germanizzazione” della Svizzera-italiana, in particolare del Canton Ticino: egli riconosce l’influsso economico esercitato dalla ricca minoranza svizzero-tedesca residente in Ticino, che ha l’effetto di peggiorare le condizioni economiche della popolazione autoctona. La minoranza economicamente più forte, inoltre, non è in grado, o non dimostra la volontà, di assimilarsi alla maggioranza più povera. L’afflusso di industriali provenienti da oltralpe dovrebbe essere ridotto.
- Giacometti ripropone il problema dell’insegnamento universitario in lingua italiana: in special modo il problema si pone per gli studenti di diritto, che devono seguire lo studio in una lingua diversa dalla loro (in Svizzera tedesca o francese): Giacometti denuncia l’incuranza dimostrata da parte della Confederazione nei confronti delle difficoltà degli studenti svizzero-italiani a livello universitario e propone dunque la creazione di un’università della Svizzera italiana o per lo meno di un corso di studio di diritto in italiano.
La conclusione che Giacometti trae dall’analisi della situazione è che solamente tramite un intervento del parlamento federale, le condizioni dell’italianità del Ticino possono essere migliorate: “Der Tessin ist aber zusammen mit den ennetbirgischen Tälern Graubündens mehr als ein Kanton; er stellt einen der vier Sprachstämme dar, aus denen sich die Eidgenossenschaft zusammensetzt. Erklärt ja Art. 116 der Bundesverfassung die italienische Sprache als Nationalsprache der Bundes. Es ist daher die heilige Pflicht der Eidgenossenschaft, für die ungeschmälerte Erhaltung der sprachlichen und kulturellen Italianität der Südschweiz zu sorgen. Es geht ja um die Existenz des Bundes selber. Denn indem man einen Sprachstamm beengt, rüttelt man an den Grundlagen der Eidgenossenschaft”. L’affluenza di migranti svizzero-tedeschi e la penetrazione economica in Ticino devono essere bloccate, poiché “ein Übel kann erfolgreich nur in seinen Ursachen, nicht in seinen Symptomen bekämpft werden”. La Confederazione dovrebbe creare uno statuto speciale per il canton Ticino
