La gita a Chiasso

Trent'anni di sconfinamenti culturali tra Svizzera e Italia (1935-1965)

Artemis-Bibliothek

I titoli della “Italienische Reihe”

Dopo il quadro panoramico di Adolfo Omodeo tracciato nel saggio L’età del Risorgimento italiano (tradotto come Die Erneuerung Italiens und die Geschichte Europas 1700-1920) che doveva aprire la serie, la scelta ricadde su cinque volumi dedicati ai “grossen geistigen Baumeister Italiens” [i grandi costruttori spirituali dell’Italia] e su cinque “Erzähler des Ottocento”. Inoltre, in un primo momento Mazzucchetti avanzò l’ipotesi di completare la serie con tre antologie dedicate rispettivamente all’Italia poetica (con opere di Carducci, Pascoli, d’Annunzio e Lorenzo Stecchetti), all’Italia storica (da Vico fino a Croce) e alla poesia, prosa e critica dell’Italia letteraria contemporanea.

Ai grandi eroi “della penna e dell’azione” (Alfieri, Mazzini e Foscolo, Leopardi e Manzoni) dovevano quindi seguire romanzi oggi meno famosi quali il Dottor Antonio di Giovanni Domenico Ruffini (1875, stampato pochi anni prima già dalla YMCA di Ginevra), Lagrime del prossimo di Gerolamo Rovetta (1887), Demetrio Pianelli (1890) di Emilio De Marchi, scelto come rappresentante del Naturalismo, e Teresa (1886) di Neera, che fu presentata ai lettori svizzeri come un’eroina di epoca italiana tardo-romantica. Il programma iniziale prevedeva anche la pubblicazione delle novelle di Di Giacomo.

I traduttori

I traduttori scelti da Mazzucchetti per la serie erano soprattutto conoscenze di lunga data, di nazionalità italiana, austriaca, tedesca e svizzera, come la romanista Adelhaid Lohner, con la quale aveva curato il volume dedicato agli scambi culturali italo-svizzeri (L’Italia e la Svizzera: relazioni culturali nel Settecento e nell’Ottocento, Milano, Hoepli, 1943), che fu incaricata di tradurre le novelle di Di Giacomo mai pubblicate. Per Omodeo e Leopardi, Mazzucchetti propose l’amica austriaca Dora Mitzky (aiutata da Gertrud Weiss); l’Ortis di Foscolo venne assegnato allo scrittore Max Krell che risedeva a Firenze; Hans Feist, traduttore di Pirandello oltre che di Croce, Petrarca e del Tasso, venne interpellato (ma probabilmente declinò) per la versione tedesca dei Sepolcri di Foscolo (già editi da Benziger) e per tutti i Canti di Leopardi; infine, l’amico Siro Attilio Nulli, curatore dell’edizione di Leopardi per Hoepli, fu contattato per un lavoro di selezione e di ordinamento dei testi. Mazzucchetti si dichiarò disponibile a occuparsi del volume dedicato ad Alfieri e a Manzoni. Teresa di Neera fu invece assegnato a Elisabeth Schoop-Naef, già traduttrice di Cuore di De Amicis, pubblicato nel 1948, al di fuori della serie italiana, sempre dall’Artemis-Verlag.

La conclusione del progetto

Nel 1948 la “Artemis-Bibliothek” prospettò a Mazzucchetti un cambiamento del piano editoriale, che avrebbe dovuto ridurre i volumi da venti a dieci. I volumi che però videro effettivamente la luce furono solamente due: Teresa di Neera nel 1950, che si apre con una prefazione della curatrice, e L’età del risorgimento di Omodeo l’anno seguente.


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