La gita a Chiasso

Trent'anni di sconfinamenti culturali tra Svizzera e Italia (1935-1965)

Lettera della Suhrkamp alla Mondadori su “Stiller” di M. Frisch (7 luglio 1955)

La Suhrkamp, casa editrice di Max Frisch, sollecita una risposta della Mondadori in merito alla pubblicazione italiana di Stiller. La Suhrkamp sostiene di aver inviato alla Mondadori una copia in visione nel marzo 1955


Tipo di documento: Lettera
Autore: Suhrkamp Verlag
Destinatario: Casa Editrice Mondadori
Lingua di pubblicazione: Tedesco
Luogo / paese di pubblicazione / produzione: Francoforte
Data (pubblicazione/emissione): Inedito
Datazione: 7 luglio 1955

Pagine: 1
Note: Corrispondenza iniziale che porterà poi all'acquisizione dei diritti italiani di "Stiller" da parte della Mondadori nell'ottobre 1955, e alla pubblicazione italiana nel settembre 1959.
Come si evince dalle lettere successive, la Suhrkamp aveva mandato "Stiller" in visione alla Mondadori su esplicita richiesta di quest'ultima, ma a quanto pare il volume fu smarrito nella spedizione.

Dalle carte dei fascicoli intestati a Max Frisch emerge la storia editoriale di "Stiller", che fu a tratti piuttosto complicata. Oltre alle difficoltà iniziali (aprile 1955) tra la Suhrkamp (la casa editrice madre di Frisch con sede a Francoforte) e la Mondadori sull’invio del volume, Stiller fu sottoposto a diversi pareri di lettura: ne caldeggiarono la pubblicazione Lavinia Mazzucchetti, Ruth Domino-Tassoni, Giovanna Federici Ajroldi (e indirettamente anche Maria Luisa Spaziani), mentre contrari erano Remo Cantoni e Alberto Mondadori.
I diritti vennero acquisiti nell’ottobre 1955, ma l’opera fu pubblicata solo nel 1959, tra ritardi e alcuni dissidi interni alla casa editrice. Lo sprone alla pubblicazione venne il 12 novembre 1957 da Elio Vittorini, consulente letterario di Mondadori, il quale informò il Direttore Editoriale Enzo Orlandi dell’imminente pubblicazione di "Stiller" in Francia presso la collana “Climats” (ed. Grasset) diretta da André Maurois. La Suhrkamp inoltre, seccata per i ritardi, nell’ottobre 1958 minacciava di annullare il contratto se l’opera non fosse stata pubblicata entro il 1959. Nonostante un nuovo parere negativo di Fernanda Pivano, si decise quindi di avviare la pubblicazione, che vide la luce nel settembre 1959. Un ulteriore ostacolo fu poi rappresentato dallo stesso Frisch, che nell’ottobre 1958 comunicava di non essere soddisfatto della traduzione italiana di "Stiller", ad opera di Amina Pandolfi.
Nel frattempo, nell’ottobre 1957 la Mondadori aveva ricevuto in lettura Homo Faber, in virtù del contratto di "Stiller" che le assegnava l’opzione sui diritti delle opere successive di Frisch. Considerato il parere di lettura piuttosto tiepido di Mazzucchetti e quello decisamente negativo di Vittorini, la Mondadori decise di non pubblicare quest’opera, che passò a Feltrinelli (1960). Altra opera rifiutata dalla Mondadori e pubblicata da Feltrinelli fu Tagebuch (1962; trad. Il diario d’antepace (1959-1962)), dopo i pareri negativi di Mazzucchetti e Vittorini.

Persone menzionate: Max Frisch
Archivio: Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori - Archivio storico
Tipo di supporto: Cartaceo
Fascicolo: Sez. segreteria editoriale estero, cartella 30 fasc. 65, A+B (Max Frisch)
Descrizione fisica: c. 1 dattiloscritta solo sul recto; mm 210 x 150; intestazione "Suhrkamp Verlag / Berlin und Frankfurt" nell'ang. sup. dx.

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