Luigi Rusca, direttore editoriale della Mondadori, illustra le crescenti difficoltà di vendita e diffusione di libri italiani in Svizzera. Queste difficoltà sono individuate da una parte nell’aumento dei prezzi del libro italiano (dall’80% al 100%, contro il corrispettivo aumento di libri svizzeri dal 10% al 20%), che scoraggia potenziali acquirenti svizzeri i quali preferiscono dirigere le proprie scelte su volumi francesi o tedeschi, dai prezzi inferiori; e dall’altra il “cambio di 4” tra lira e franco svizzero, imposto artificialmente dal regime fascista. Rusca riferisce di aver informato del problema l’Istituto per le Relazioni con Estero del regime.
Fornendo dati sulla propria distribuzione in Svizzera, Rusca conclude che le vendite di libri italiani in Svizzera stanno diminuendo. Trascrizione:
12 maggio 1942
Appunto per l’Amministratore Delegato
Esportazione del libro italiano in Svizzera
Ho interessato l’IRCE a una questione molto grave che riguarda l’esportazione di libri, periodici e giornali italiani in Svizzera. L’aumento dei prezzi del libro italiano in 2 anni si può dire che sia stato dall’80 al 100%, mentre gli aumenti corrispettivi svizzeri sono del 10 o al massimo del 20% nel settore libro e praticamente non esistono nel settore giornali e periodici. — Si aggiunga che il libro, il periodico ed il giornale francese hanno ricominciato ad invadere il mercato svizzero e, dato il cambio favorevolissimo, questi prodotti si vendono a prezzo assai basso.
Si deve tener conto anche che il cambio di 4, che serve di norma per la vendita del libro italiano in Svizzera, è ben lontano dal cambio reale (non dico quello della “borsa nera”, ma quello di qualsiasi banca) e quindi dal valore che il pubblico dà alla lira. In altre parole, chi compera un volume italiano che costi 20 lire paga 5 franchi per un prodotto che fino a poco tempo fa poteva acquistare per 2-50 e che, se potesse pagarlo con lire acquistate in Svizzera, gli costerebbe 1 franco.
Il Comm. De Feo mi ha fatto presente che a questo inconveniente potrà essere ovviato con il premio d’esportazione che, sembra, potrà essere varato a giugno. In realtà tale premio doveva servire alla costituzione di depositi, mentre in questo modo dovrà essere devoluto ad una riduzione del prezzo di copertina, che dovrebbe essere indicato dall’editore stesso con una stampiglia sulla copertina per le copie spedite in Svizzera. Se il premio d’esportazione non sarà varato subito, bisognerà escogitare qualche altro mezzo per evitare che la diffusione del libro italiano in Svizzera, che aveva raggiunto così promettente sviluppo, non sia compromesso in un momento di estrema importanza politica: cioè proprio quando Francia e Germania inondano il paese di proprie pubblicazioni e sono sempre sul mercato, sia pure in misura più ridotta, le pubblicazioni inglesi e americane.
Vi è poi alle viste un provvedimento che darebbe addirittura [c. 2] un tracollo ad ogni nostra attività in questo campo, e cioè il miglioramento del cambio ufficiale in favore dell’Italia, che rappresenterebbe un nuovo inasprimento per il libro italiano.
Un sintomo della gravità della situazione è dato dal fatto che, mentre le vendite nella nostra Libreria di Lugano ed in genere di tutti i librai svizzeri sono (come per quelli italiani) in notevole aumento, le vendite del reparto messaggerie della Melisa non segnano aumenti, il che significa che il libro italiano in Svizzera sta perdendo quota.
L. R.