Nella lettera del 19 settembre Luigi Rusca, direttore generale della casa editrice Mondadori, propose a Rodio un progetto per promuovere la diffusione del libro italiano in Svizzera. La società Melisa (la cui fondazione venne promossa nel 1939 dallo stesso Rusca) ebbe dalla E.N.I.T. il permesso di esporre nei propri uffici di Zurigo e Ginevra le novità librarie italiane. Le apposite vetrine avrebbero svolto una funzione meramente pubblicitaria, mentre la vendita sarebbe stata rimandata alle librerie del territorio. Rusca propose dunque a Rodio di organizzare la cosa con Zum Elsässer: in cambio della pubblicità ottenuta tramite le vetrine della E.N.I.T. Rodio si sarebbe dovuto impegnare a promuovere i libri inviati dalla Melisa.
Trascrizione
Milano, 19 settembre 1940 XVIII
Caro Ingegnere,
Le confermo il telegramma oggi inviato a Campfer “RIESCIMI IMPOSSIBILE PROSEGUIRE ZURIGO SCRIVO”. Non posso venire a Zurigo se non chiedo prima un regolare permesso al Consolato, giacché il permesso che ho vale soltanto fino a Lugano: conterei di venire a Zurigo fra non molto, ma bisogna che sappia con un certo anticipo in quale data mi è possibile trovarLa.
Intanto per iscritto Le anticipo, nelle linee generali, quanto Le avrei detto a voce. La Direzione Generale dell’E.N.I.T. ha messo a disposizione della MELISA, per quegli scopi di propaganda libraria che fossero ritenuti opportuni, i due propri uffici di Zurigo e di Ginevra. Ora noi riteniamo che la migliore utilizzazione ai fini che ci interessano possa essere quella di adibire una vetrina a mostra permanente delle migliori novità librarie italiane: “mostra” e non “vendita”, giacché un apposito cartello dovrebbe richiamare il nome della libreria o delle librerie nelle quali tali libri possono essere acquistati, invitando il pubblico a far capo ad esse.
Per Zurigo avrei piacere di poter organizzare la cosa con “Zum Elsässer”, ma naturalmente dovrei prima accordarmi con Lei e ciò per due ragioni: anzitutto perché Z.E. dovrebbe invigilare tale servizio in modo da assicurare l’esposizione dei volumi che noi invieremo e garantire alla vetrina quel carattere dignitosamente pubblicitario che essa deve avere (cioè non esporre i volumi così come vengono, ma soltanto i migliori, disposti in modo acconcio, alcuni aperti alle tavole più significative, alcuni chiusi, alcuni presentati di costa, insomma come suol fare un buon libraio con le proprie vetrine); in secondo luogo perché vorrei che Z.E. mi desse garanzia di occuparsi attivamente del libro italiano, secondo quanto Ella ebbe a telefonarmi l’altro giorno a Lugano e secondo quanto anche fece oggetto dei nostri antichi colloqui.
Perdoni se Le dico questo, ma Ella comprende che, trattandosi di una istituzione di Stato come l’E.N.I.T., mentre è giusto che noi facciamo capo ad una sola libreria quando questa è di proprietà di un italiano, dobbiamo essere certi che essa potrà far fruttificare la non indifferente propaganda che noi Le faremo: e potrei dire “le faremo gratuitamente” giacché ci sarà al più da stabilire un piccolo compenso, o meglio premio, per la signorina dell’Ufficio E.N.I.T. che dovrà curare materialmente l’esposizione dei volumi, assicurare la pulizia della vetrina e convogliare verso Z.E. il pubblico degli interessati.
L’altro giorno il Console di Lugano ci ha mostrato una circolare ricevuta da Z.E. che lo invitava a comperare il volume di Gayda, che egli aveva in realtà già acquistato perché è evidente che la piazza di Lugano era stata abbondantemente… spremuta dalla libreria della MELISA. Soltanto che il volume l’aveva acquistato a Fr. 3.75, mentre Z.E. glielo offriva a 5 Franchi! ora, se in linea di massima la proposta E.N.I.T. La interessa, mi sembra necessario un incontro allo scopo di stabilire un reale collegamento fra la MELISA e Z.E. all’infuori di quello oggi esistente, che è quello da fornitore a cliente. Se l’incontro potesse avvenire a Lugano tanto meglio, giacché io potrei colà mostrarLe tutto quanto riguarda l’andamento della nostra Società; se no potrei venire a Zurigo, eventualmente conducendo con me il Gerente della MELISA. Vorrei però prima sapere se Ella è ancora intenzionato a svolgere un programma attivo e fattivo in quel campo o se, come sembrava fosse Suo divisamento qualche mese fa, Ella non preferisca che la libreria di Zurigo campi come può o magari pensi di cederla a qualcuno cui essa interessi.
Mi spiace d’averLa tediata con questa lettera ed ho anche il dubbio che per iscritto non mi sia riuscito di esporre con sufficiente chiarezza i nostri divisamenti e le nostre necessità. Attendo ad ogni modo Sue notizie e La saluto intanto con molta cordialità.