La gita a Chiasso

Trent'anni di sconfinamenti culturali tra Svizzera e Italia (1935-1965)

Lettera di Elsa N. Baragiola a Francesco Chiesa (20 giugno/luglio 1941)

Baragiola completa la lista di poesie ideata in occasione della lettera del 11 luglio, aggiungendo certi titoli di I viali d’oroAutunno, Primavera  e Canzonetta di primavera. Dichiara inoltre la necessità di estrarre alcuni sonetti da Calliope: “proprio mi rincrescerebbe se alcuni di questi sonetti, quelli che meglio si lasciano asportare dal contesto, e bellissimi, non si potessero rileggere nella nuova gloriosa raccolta lirica”.

Nel seguito della lettera espone a Chiesa una difficolta di carattere interpretativo a riguardo del testo I fantasmi VI, della raccolta Consolazioni: il dubbio di Baragiola è nato dall’interpretazione dell’aggettivo “intimi” del v. 4, strofa I. Intimi potrebbe essere riferito a “nodi” (v. 3) oppure a “fili” (v. 4). Spinta dal dubbio ha consultato il capitolo I “Viali d’oro” e “Consolazioni” di Arminio Janner in Scrittori della Svizzera italiana, volume I, notando che Janner non affronta la questione, saltando l’aggettivo. Scrive dunque a Chiesa per ottenere un chiarimento.

La lettera continua con questa affermazione: “Dall’accluso foglio (tutti i miei uditori l’avranno in mano) vedrà che (per motivi vari, che sarebbero lunghi a spiegarsi) intendo rievocare anche alcuni Suoi versi di Preludio, e poi due strofe = vangelo della Porta e quell’ermetico (un poco ermetico) dir giova!” Baragiola si riferisce al desiderio di vedere stampata un’antologia delle poesie di Chiesa, aggiungendo questi testi alla lista di cui parla all’inizio della lettera?

Baragiola dichiara più avanti di aver parlato con la Pro Juventute, da cui ha saputo che “l’opuscolo di racconti” di Chiesa dovrà uscire nei seguenti giorni. Si tratta forse del volume Francesco Chiesa, Zwei Novellen, trad. M. Moll, Rascher, Zurigo, 1941. Ipotizzare che Baragiola si riferisca a una traduzione è sostenuto dall’affermazione “io credo che potrà servire in tante scuole anche di qua dal Gottardo”.

Parla infine della conferenza tenuta da Adolfo Jenni su Emilio Cecchi e su Corrado Alvaro e della conferenza su Baldini. Baragiola dichiara i voler tenere insieme a Jenni un corso su Dante all’università Popolare. Infine dichiara di voler vedere Jenni parlare in Ticino. Di Jenni dice: “per quanto io non gusti certe sue esercitazioni fisiologico-letterarie, tuttavia apprezzo molto l’assiduità di questo giovane, la sua passione culturale, la semplicità, l’assoluta naturalezza del suo modo d’insegnare, di esporre a viva voce: niente complicazioni, niente civetterie”.


Tipo di documento: manoscritto
Autore: Elsa Nerina Baragiola
Destinatario: Francesco Chiesa
Lingua di pubblicazione: italiano
Luogo / paese di pubblicazione / produzione: Zurigo (Samaritterstrasse 16)
Datazione: 20 giugno/luglio 1941

Note: La datazione è incerta, poiché sul documento il numero del mese è difficilmente leggibile. Propendo tuttavia per il 20 luglio 1941, poiché mettendo a confronto questa con la lettera del 11 luglio, sembrerebbe più probabile che Baragiola avesse scritto prima quella.
Persone menzionate: Arminio Janner, Adolfo Jenni, Emilio Cecchi, Corrado Alvaro, [Antonio] Baldini
Archivio: Archivio Prezzolini Lugano
Tipo di supporto: cartaceo
Segnatura: Fondo De Haller-Chiesa
Fascicolo: Corrispondenza Elsa Nerina Baragiola - Francesco Chiesa
Descrizione fisica: 2 f., rv.

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