Baragiola scrive la cartolina alla moglie di Piero Bianconi tre mesi prima di morire: in essa dichiara di sentire un vuoto introno a sé da quando l’amica Luise è morta. Tuttavia crede che l’aria locarnese e la compagnia di Cecilia e Piero possano allietare le sue giornate: a dicembre perciò soggiornerà nella cittadina ticinese.
Infine prega Cecilia di ringraziare il marito per il nuovo volume (“non tanto “divulgativo” però, anzi assai erudito): Baragiola dichiara di volerne parlare a voce, in previsione di una recensione sulla NZZ. [Bianconi pubblicò 3 volumi nel 1967: 1) Bianconi, Piero. Francesco Borromini: vita-opere-fortuna. Bellinzona. Dipartimento della pubblica educazione del Cantone Ticino. 1967; 2) Bianconi, Piero. L’opera completa di Brugel. a c. di Piero Bianconi, Giovanni Arpino. Milano. Rizzoli. 1967; 3) Bianconi, Piero. La Collegiata di Sant’Antonio Abate a Locarno. Locarno. Pedrazzini. 1967].