La lettera, scritta in un periodo in cui Baragiola è stata distratta dagli avvenimenti politici, anzi “storici”, è un primo approssimativo commento al volume Croci e Rascane pubblicato da Bianconi nel mese di luglio del 1943 [cfr.: Bianconi, Piero. Croci e rascane. Lugano. Società Anonima Successori a Natale Mazzuconi. 1943]. Baragiola, nonostante si complimenti per lo stile di Bianconi, da lei “sempre apprezzato”, muove una forte critica al “forse inconsapevole spiritello di presunta superiorità latina e cattolica” che legge in alcune delle pagine: difatti la donna incita l’autore ad abbassare i paraocchi, che impediscono il suo sguardo altrimenti limpido e arguto. Il commento è interessante perché mostra il carattere del metodo critico con il quale Baragiola si approccia alla letteratura: risulta evidente un interesse da parte della donna verso le questioni dello “stile”.
Baragiola riferisce il commento a Croci e rascane di Johann Ulrich Hubschmied: la lettura risvegliò in lui i ricordi di escursioni fatte in Ticino anni prima. Se mai dovesse tornare in Ticino il libro lo accompagnerà.
Infine dichiara che la libreria «Bodmer» metterà in evidenza il libro di Bianconi nella vetrina allestita appositamente per il 1° agosto. Secondo Baragiola sarebbe opportuno mandare una copia del volume alla «Schweizer Bücherzeitung» di Orell Füssli, periodico redatto da Gottlieb Heinrich Heer (link Gottlieb Heinrich Heer).
La lettera termina con un accenno alla direzione del coro locarnese: il testo della lettera, in questo luogo difficilmente interpretabile, si riferisce alla scelta da parte della direzione del coro, di una stilista, forse svizzera tedesca.